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Il Nostro Angolo di Libertà

Non chiamateli anziani: la terza età comincia a 75 anni

Un’indagine condotta dalla London School of Economics ci rivela che due ultrasessantacinquenni italiani su tre dichiarano di non sentirsi “anziani” e che quattro su dieci pensano che la vera vecchiaia inizi dopo gli ottanta.

Pensiero molto affine è quello di Marco Trabucchi, presidente della Società italiana di psicogeriatria, che dice: “considerare anziano un sessantacinquenne è anacronistico: a questa età moltissimi stanno bene fisicamente e psicologicamente” lo stesso prosegue “in Italia l’aspettativa di vita è una delle più alte: significa che viviamo bene e che da noi è ancora più probabile arrivare a 75 anni in buona salute”.

QUANDO ARRIVA LA VECCHIAIA: COSA FARE?

Spesso gli anziani, quando sorgono i veri problemi, tendono ad assumere un senso di rassegnazione di fronte all’età che avanza. Ma per continuare a stare bene non bisogna lasciarsi andare, bisogna invece mantenersi attivi sia fisicamente che mentalmente accettando, però, i nuovi limiti.

LE CURE MEDICHE

La dura realtà è che più si invecchia, meno si viene curati.

Niccolò Marchionni, presidente della Società italiana di gerontologia e geriatri dice: “c’è l’errata convinzione che una persona molto anziana non tragga benefici dalle terapie e quindi che non sia conveniente curarla”. Ma non è così, anzi: in caso di infarto la mortalità e le recidive si abbassano del 70% nei soggetti ultraottantacinquenni, se si seguono le cure.

La paura degli italiani di essere curati male però rimane, soprattutto se si parla degli anziani, ma la paura più grande è quella di diventare non autosufficienti.

Abbiamo voluto condividere con voi questo articolo singolare perchè il centro Assistenza Famiglia di Zappalà Giuseppina tiene molto ad infondere un pò di gioia e di buone notizie ai propri utenti!