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Il Nostro Angolo di Libertà

ANZIANI IN PERICOLO - Anche gli anziani possono essere a rischio dipendenza

Questo è quello che emerge da un recente studio fatto negli Stati Uniti. Non stiamo ovviamente parlando di dipendenza da droghe o da alcol (anche se purtroppo anche queste ci possono essere), parliamo invece di dipendenze da sostanze all'interno di farmaci presi per lunghi periodi. Nello specifico, questo studio si concentrava sulle Benzodiazepine.
Ma questo è forse un problema solo di qualche anziano? Sembra che la statistica sia allarmante, si parla addirittura di 1 anziano su 4. Un dato davvero molto alto.
Ma cerchiamo di analizzare un pò da vicino questo studio.
Su 576 adulti che hanno avuto la prima prescrizione di una benzodiazepina tra il 2008 e il 2016, 152 utilizzavano il farmaco a lungo termine. Il lungo termine considerando la medical possesion ratio (MPR) ossia il tempo di uso del farmaco più quello di validità della prescrizione. Se MPR supera il 30% nel corso di un anno si parla di lungo termine. Il rischio di proseguire ad assumere il farmaco per lungo termine aumentava in relazione alle dosi maggiori e per ogni dieci giorni in più di prescrizione.

La cosa maggiormente preoccupante è che spesso questi farmaci venivano prescritti ad anziani che lamentavano problemi con il sonno o che non dormivano affatto. Purtroppo però le Benzodiazepine non sembrano essere molto indicate per questi tipi di disturbi proprio perchè tra gli effetti collaterali avrebbero proprio i disturbi del sonno. Lo studio diceva che spesso vengono prescritti con troppa leggerezza senza neppure seguire più di tanto il paziente. Ecco perchè sottolineava il fatto di soppesare bene la situazione prima di dare certi farmaci che possono portare dipendenza e altri disturbi.
Nello specifico lo studio recitava:
“Dal momento che gli specialisti in salute mentale vedono solo una piccola parte dei pazienti più anziani che hanno problemi di questo tipo, dobbiamo supportare meglio i fornitori di cure primarie nell’assistenza a questi pazienti” afferma Gerlach (psichiatra della Michigan University e primo autore dello studio). “Dobbiamo aiutarli a pensare in modo critico su come certe prescrizioni possono favorire un uso a lungo termine”.

In generale ma sopratutto quando si parla di persone anziane, dobbiamo spendere tanto tempo e affidarci a strutture che seguano davvero i loro pazienti, con lo stesso amore ed interesse che mostrerebbe un figlio per un genitore!